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Sessualità e differenze è un progetto per l’elaborazione di una proposta formativa rivolta alle istituzioni sulla sessualità consapevole e sulle differenze di genere nelle scuole. 

Analisi di contesto

Il documento dell’Ufficio Regionale per l’Europa dell’OMS, Standard per L’Educazione Sessuale in Europa, si legge che

“L’educazione sessuale olistica fornisce a bambine/i e a ragazze/i informazioni imparziali e scientificamente corrette su tutti gli aspetti della sessualità e contemporaneamente li [sic!] aiuta a sviluppare le competenze necessarie ad agire sulla base delle predette informazioni, contribuendo così a sviluppare atteggiamenti rispettosi ed aperti che favoriscono la costruzione di società eque[1]“.

Il portato dell’educazione sessuale olistica va ben al di là della sessualità consapevole e integra la consapevolezza del proprio corpo sessuato con la più generale identità sessuale, che coinvolge anche la sfera affettiva e relazionale, l’identità e i ruoli di genere e l’orientamento sessuale così come si deduce dalla più consolidata letteratura scientifica[2].

Il nostro Paese è l’unico dell’Europa occidentale a non avere ancora implementato alcun programma di educazione sessuale o sull’identità sessuale negli Istituti scolastici.
In Olanda, l’educazione sessuale è presente nelle scuole da oltre 10 anni a partire dalle scuole materne, mentre  in Germania è stata resa obbligatoria anche per le scuole confessionali.

Il più recente avanzamento nel nostro paese è la parte del decreto sulla “Buona Scuola” relativa alle discriminazioni di genere, purtroppo insufficiente perché parziale nei contenuti e inefficace, che rischia di rimanere lettera morta per l’imbarazzante timore di offendere le persone sostenitrici della propaganda “anti-gender”, che hanno animato una campagna che promuove l’omofobia, è nemica della libertà femminile, offende il valore della scuola pubblica e lede l’autonomia degli e delle insegnanti

Nel nostro Paese, pur non esistendo alcun programma organico di educazione sessuale e  dell’identità sessuale nelle scuole, abbiamo casi isolati e meritori in cui il tema viene trattato.

Crediamo però che in queste rare e preziose esperienze, si tende a separare le tematiche legate all’educazione di genere e alla consapevolezza di sé dalla tematiche più strettamente connesse agli aspetti fisiologici del sesso e alla prevenzione con alcune rare eccezioni come l’iniziativa istituzionale del progetto “Wlamore” promosso dalla Regione Emilia Romagna.

Dati e criticità su IST, bullismo e discriminazioni di genere

Dal versante delle IST le infezioni come la sifilide hanno subito un incremento tra la popolazione giovanile fra i 15 e 25 anni  che, dal 1996 al 2008, ha raggiunto l’800% (Società Italiana di Pediatria). Qui gli ultimi dati sulle IST dell’Istituto Superiore di Sanità 

Le nuove infezioni da HIV rimangono stabili intorno ai 3500-4000 casi l’anno, causate nell’85,6% dei casi dal mancato uso del profilattico.

La diffusione dell’HIV pur presentandosi in maniera quanto più trasversale è ancora percepito come problema che coinvolge più gli uomini delle donne, o più le persone omosessuali rispetto quelle eterosessuali, nonostante l’ultima relazione dell’Istituto Superiore di Sanità (2016) attesti che il 47,6%  delle nuove infezioni non protette sono avvenute in rapporti eterosessuali, mentre il 38,0 % in rapporti MSM.

Nel rapporto si legge purtroppo che negli ultimi 10 anni è aumentata vertiginosamente la percentuale di persone che ignorano il proprio stato sierologico:

tra il 2006 e il 2016 il numero di persone che arrivano allo stadio di AIDS conclamato ignorando la propria sieropositività è aumentato dal 20,5% al 76,3% dei casi. 

Questi dati ai quali si aggiungono la la recrudescenza di altre IST come la Sifilide testimoniano la totale mancanza nella popolazione italiana di una cultura della prevenzione attraverso l’uso del profilattico e l’abitudine ai test.

Al di là delle Ist manca alla popolazione italiana una adeguata conoscenza del proprio corpo sessuato e del suo funzionamento.

Secondo la Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (2014), il 66% delle donne tra i 20 e i 30 anni ritiene che sia normale provare dolore durante i rapporti sessuali, l’11% crede che non si possa restare incinte durante le mestruazioni mentre il 4% ritiene che un bagno caldo sia un valido contraccettivo.
La sessualità consapevole ha vita difficile nel nostro Paese: ancora oggi 6 donne su 10 in età fertile (15-49 anni) non usano alcun metodo contraccettivo, il 15% non ne ha mai fatto uso e il 44% ha smesso di utilizzarlo.

Una gravidanza su 5 è indesiderata e il 42% delle donne rimaste incinte senza averlo scelto non stava usando nessun contraccettivo.

Tra la popolazione LGBTI, invece, secondo il sondaggio Anddos del 2014, il 12,5% usa sempre il preservativo il,  38,30 lo utilizza solo nei rapporti anali, il 12,4 solo nei rapporti orali, il 28,2% saltuariamente, l’8,9% mai.

Sul versante delle discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere, agli episodi dibullismo omolesbotransfobico e si vanno ad aggiungere anche i casi di cyber bullismo, sexting e gli adescamenti in chat.

Secondo l’indagine di skuola.net (2014) riportata dal Ministero dell’Interno,  su un campione di oltre 2100 studenti di terza media il 31% dei ragazzi è stato almeno una volta vittima di forme di cyberbullismo, percentuale che sale al 35% nel caso di ragazze. Per il 37,3% di loro il cyberbullismo è peggiore del bullismo ‘tradizionale’ e, per il 53,7%, anche più frequente.

Anche quando non riconducibile direttamente all’omo-transfobia, il bullismo prende di mira in gran parte dei casi aspetti legati all’aspetto fisico, allo sviluppo sessuale, ai comportamenti non conformi alle norme di genere e orientamento sessuale dunque, in ultima analisi all’identità di genere e all’orientamento sessuale anche presunto.

Secondo i dati ISTAT del 2014, il 50% dei ragazzi e delle ragazze tra gli 11 e i 17 anni sono vittime di bullismo, il 19% lo subisce più volte al mese, il 9,1% ogni settimana. Secondo il rapporto Arcigay del 2010, una percentuale tra il 7% e il 20% della popolazione studentesca è  protagonista di atti di bullismo omofobico,  con numeri assoluti che raggiungono le 100.000 unità tra ragazzi e ragazze, ogni anno.

Infine, secondo l’anteprima dei dati del Centro Risorse Lgbtiil 49% degli e delle studenti è testimone di comportamenti omotransfobici nelle scuole.

Alla luce di quanto detto, si propone un Piano d’emergenza per l’educazione sessuale  e il contrasto alle discriminazioni di genere che persegua i seguenti obiettivi:

1) La realizzazione di una proposta didattica da presentare alle istituzioni nazionali per l’educazione sessuale e alle differenze di genere in Italia. La proposta consiste nell’elaborazione di un protocollo di contenuti, metodi e prassi rivolte al corpo docente, alle famiglie e al corpo studentesco, che rispecchi le linee guida OMS per un’educazione sessuale adatta ad ogni fascia d’età e promuova una cultura inclusiva delle diverse   identità di genere e degli orientamenti sessuali.

2) L’inserimento del protocollo nelle linee guida per l’applicazione dell’articolo 16 della “Buona Scuola” e l’istituzione di un nuovo tavolo permanente associazioni-MIUR per l’elaborazione dinuovi provvedimenti sui temi della prevenzione, del bullismo, dell’educazione sessuale e digenere.

3) L’Istituzione della settimana sulla sessualità consapevole e sulle differenze digenere in tutte le scuole di ordine e grado in cui persone esperte, associazioni e insegnanti si rivolgono congiuntamente al corpo studentesco e alle loro famiglie.

Il progetto prevede, infine, la realizzazione di una campagna di sensibilizzazione a sostegno del Piano nazionale volta a sottolineare l’urgenza e la necessità che la politica e le istituzioni affrontino questa materia.

[1] Standard sull’Educazione Sessuale in Europa, Ufficio Regionale per l’Europa dell’OMS e BZgA, 2010, p. 5. Il documento è stato realizzato dall’Ufficio Regionale per l’Europa dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e dal Centro Federale per l’Educazione alla Salute (BZgA) in Germania, a Colonia. L’edizione Italiana è stata promossa e finanziata dalla Federazione italiana di Sessuologia Scientifica.

[2] L’identità di genere è “il senso di se stessi, l’unità e la persistenza della propria individualità maschile o femminile o ambivalente (di grado maggiore o minore), particolarmente come esperienza di percezione sessuata di se stessi e del proprio comportamento” Money, J., Ehrhardt, A. (1972 ). Man & woman, boy & girl. Baltimore (MD): John Hopkins University Press

 


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Anddos (promotrice) Associazione Nazionale Contro le Discriminazioni da Orientamento Sessuale è impegnata direttamente in tutto il territorio nazionale nella prevenzione delle Infezioni Sessualmente Trasmesse, nei servizi per il benessere psicofisico della persona e nel contrasto delle discriminazioni, in particolare da orientamento sessuale. Coordina una rete di oltre 70 circoli culturali e ricreativi affiliati e annovera 190.000 soci e socie.

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Educare alle Differenze è una rete nazionale promossa dalle associazioni Scosse, Stonewall e Progetto Alice. Alla rete aderiscono oltre 200 associazioni di docenti, formatori e formatrici che si occupano di progetti dedicati all’identità di genere e ai diversi modelli familiari, alla valorizzazione delle differenze, alla prevenzione delle violenze legate a genere e orientamento sessuale. Insieme ad Anddos, collabora alla realizzazione del progetto.